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Proteggere la Creatività nell’Era dell’Intelligenza Artificiale

In ECONOMIA
Maggio 24, 2024

Durante il recente Festival dell’Economia di Trento, il dibattito sull’impatto dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel settore dell’informazione e dell’editoria ha riacceso le discussioni tra esperti e professionisti del campo. Alberto Barachini, sottosegretario all’informazione e all’editoria, ha lasciato un’impronta significativa con il suo intervento, sottolineando la duplice necessità di incoraggiare l’innovazione tecnologica e, al contempo, proteggere l’integrità e la creatività dei contenuti originali.

Nel suo discorso, Barachini ha evidenziato come l’Italia stia attivamente partecipando alla configurazione dell’IA Act europeo, e al tempo stesso ha portato alla luce il recente disegno di legge nazionale, approvato in aprile e attualmente sotto esame parlamentare. Questo disegno di legge si propone di tutelare i diritti d’autore e stabilire normative chiare per l’identificazione dei contenuti prodotti mediante intelligenza artificiale, introducendo anche una severa penalizzazione per l’uso di deepfake, ovvero quelle rappresentazioni digitali che distorcono la realtà fino a renderla ingannevolmente vera.

La problematica principale, come illustrata da Barachini, risiede nella difficoltà che molti cittadini incontrano nel distinguere tra contenuti artificiali e autenticamente prodotti da esseri umani. In un’epoca in cui la firma può sembrare un dettaglio superfluo, cresce il rischio di uno scetticismo dilagante verso l’informazione verificata. Inoltre, il sottosegretario ha affrontato le preoccupazioni che emergono non solo nel settore dell’editoria, ma anche in professioni come architettura, medicina e ingegneria, tutte potenzialmente rivoluzionate dall’avanzamento dell’IA.

Interessante è stata anche la presenza di Mirja Cartia d’Asero, amministratrice delegata del Gruppo 24 Ore, la quale ha messo in guardia contro il potenziale rischio di violazioni del copyright e l’impoverimento del pensiero critico. Con forte persuasione, ha affermato l’importanza di mantenere un approccio centrato sull’umanità, opponendosi all’idea di basare completamente sulla tecnologia l’elaborazione dei contenuti editoriali.

La riflessione apportata da Cartia d’Asero risalta quanto sia cruciale che l’informazione continui a funzionare come baluardo della democrazia, soprattutto in periodi di elevata tensione elettorale. Ciò implica un impegno costante per evitare che l’intelligenza artificiale diventi uno strumento di manipolazione massiva, capace di alterare significativamente il panorama democratico.

Affrontare l’IA richiede quindi una strategia bilanciata che sappia innovare rispettando le radici e i valori della società. Come il web un tempo, anche l’IA è destinata a modificare radicalmente il nostro modo di interagire con le informazioni. Come sottolineato da Barachini, non è tanto questione di frenare le novità, quanto di guiarle in modo che non smarriamo la comprensione e il valore della provenienza e della veridicità dell’informazione.

In conclusione, è evidente che le sfide poste dall’IA sono ingenti. Ma con una legislazione adeguata e un dialogo aperto tra tecnologi, legislatori e professionisti dei media, possiamo forgiare un futuro in cui innovazione e autenticità dell’informazione procedano di pari passo. Questo sarà cruciale per assicurare che la tecnologia, straordinaria come è, rimanga uno strumento al servizio dell’umanità e non il suo manipolatore.