
Roma ha salutato Valentino Garavani, imperatore della moda e simbolo dell’eleganza italiana nel mondo. I funerali si sono svolti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, gremita di amici, collaboratori e volti noti, arrivati da ogni parte del mondo per rendere omaggio al grande stilista. Il feretro è entrato in chiesa soltanto quando tutti gli ospiti erano già seduti, accolto dalle note della Lacrimosa di Mozart. Al termine della cerimonia, un lungo applauso ha accompagnato l’uscita della bara, mentre risuonava Il nostro concerto di Umberto Bindi. La salma è stata poi trasferita al cimitero Flaminio di Prima Porta. A celebrare la messa è stato don Pietro Guerini, parroco della basilica, che nell’omelia ha ricordato Valentino come “testimone della bellezza che salva e genera sogni”. “La bellezza divina – ha detto – si nasconde nei piccoli gesti, nei volti che sorridono, nella parola piena di cuore. Anche nella fragilità e nel dolore, lì è la bellezza che vince.” Uno dei momenti più toccanti è stato l’ascolto dell’Ave Maria di Schubert durante l’offertorio, seguito dal commosso intervento di Giancarlo Giammetti, compagno di una vita e cofondatore della maison. “Valentino mi ha insegnato cosa significa bellezza. Abbiamo sognato insieme e realizzato molto. Il nostro cammino continuerà per sempre”, ha detto. Parole semplici, ma dense di gratitudine, che hanno chiuso una cerimonia intensa, carica di emozione. Roma ha salutato un maestro che ha trasformato la moda in arte, lasciando un’eredità di stile, grazia e bellezza destinata a durare nel tempo.
di Fausto Sacco


