Risolto, almeno sul piano teorico, il nodo dello stadio, adesso l’attenzione si sposta sul resto del patrimonio sportivo cittadino. E proprio sulla gestione degli impianti comunali si apre un nuovo fronte politico. A sollevarlo è Damiano Genovese, ex consigliere comunale e presidente del movimento Eucratica, che chiede all’amministrazione di fare chiarezza su programmazione, assegnazioni, gestione e condizioni contrattuali delle strutture sportive di Avellino. Il punto sollevato da Genovese è soprattutto politico e amministrativo: quale strategia ha il Comune per lo sport cittadino? E, soprattutto, secondo quali criteri vengono prese le decisioni che riguardano un patrimonio che appartiene all’intera comunità? “Risolto, almeno in teoria, il problema dello stadio – sostiene Genovese – credo sia necessario iniziare a occuparsi seriamente anche delle altre strutture sportive della città, garantendo programmazione, efficienza e trasparenza”. Nel mirino finiscono innanzitutto i campetti di Valle, per i quali sarebbero stati stanziati circa 500 mila euro per i lavori. Su quello che sarà il futuro dell’impianto, però, secondo Genovese starebbero circolando diverse indiscrezioni, tra cui l’ipotesi di una possibile assegnazione diretta attraverso enti, federazioni o associazioni sportive. Un’ipotesi che, proprio perché non ancora chiarita ufficialmente, secondo il presidente di Eucratica dovrebbe essere immediatamente verificata e, soprattutto, accompagnata dalla massima trasparenza. La domanda rivolta all’amministrazione è dunque semplice: chi gestirà i campetti di Valle, con quali procedure e sulla base di quali criteri? Una richiesta che Genovese estende all’intero sistema degli impianti comunali e, in particolare, all’assessore allo Sport Giacobbe, chiamato a spiegare quale sia oggi la programmazione sportiva dell’amministrazione. “Oltre all’assegnazione annuale degli orari delle palestre comunali alle associazioni sportive dilettantistiche – osserva Genovese – quali sono concretamente le politiche sportive che si stanno portando avanti e con quali criteri vengono assegnate le ore delle palestre comunali alle associazioni?”. Il tema, dunque, non sarebbe soltanto quello della distribuzione degli spazi, ma della visione complessiva dello sport ad Avellino. Una programmazione che, secondo Genovese, dovrebbe essere resa riconoscibile attraverso regole chiare e procedure verificabili.
Il nodo delle palestre e delle strutture comunali
Proprio sulle palestre comunali viene sollevato un altro interrogativo: quello dei pagamenti. Genovese contesta l’eventualità che l’utilizzo delle strutture pubbliche possa essere accompagnato da pagamenti irregolari o da soluzioni forfettarie adottate come forma di ripiego. Il ragionamento parte da una considerazione: le tariffe orarie delle strutture comunali sono già contenute, mentre numerose associazioni sportive dilettantistiche sono costrette a sostenere costi rilevanti per affitti, utenze e altre spese. Da qui la richiesta di pari trattamento per tutte le realtà sportive cittadine, senza differenze legate ai rapporti personali o alla maggiore o minore vicinanza all’amministrazione.
Flipper, il caso delle utenze
Un capitolo specifico riguarda il centro polisportivo Flipper di Rione Parco, concesso in comodato d’uso gratuito alle Fiamme Oro della Polizia di Stato, che ne curano la gestione. Genovese richiama l’attenzione su quanto previsto dal contratto in relazione alle utenze, che sarebbero a carico dell’utilizzatore con l’obbligo delle relative volture. La domanda è quindi se queste volture siano state effettivamente effettuate. Se così non fosse, sostiene Genovese, sarebbe necessario intervenire. L’esponente di Eucratica non mette in discussione l’utilità sociale dell’impianto e la possibilità di consentirne l’utilizzo a tariffe accessibili ai ragazzi del quartiere. Ma sottolinea un principio che, a suo giudizio, dovrebbe valere senza eccezioni: leggi e contratti devono essere rispettati da tutti.
Campo Coni e Palazzetto: progettare oggi per evitare gli errori di domani
Nel lungo intervento di Genovese c’è poi un passaggio dedicato alle strutture che rappresentano il futuro dello sport avellinese: Campo Coni e Palazzetto. L’appello rivolto all’amministrazione è quello di non limitarsi a completare le opere, ma di verificare adesso che i progetti siano realmente adeguati alle esigenze della città. “Se nel progetto del Campo Coni manca qualcosa – afferma – abbia il coraggio di dirlo adesso e di chiedere subito una variante”. Il concetto è chiaro: meglio correggere un progetto prima della conclusione dei lavori che inaugurare una struttura destinata a mostrare i propri limiti già il giorno successivo. È qui che il tema degli impianti sportivi si intreccia con quello più generale della qualità della spesa pubblica. Genovese invita infatti a non ripetere gli errori del passato, richiamando anche le criticità emerse negli alloggi di via De Napoli, Ferrovia e via Visconti.
“Il patrimonio comunale appartiene agli avellinesi”
La parte più politica dell’intervento arriva però in conclusione. Secondo Genovese, l’amministrazione dovrebbe rendere pubblici criteri di assegnazione, procedure, contratti, pagamenti e modalità di gestione degli impianti sportivi comunali. E il messaggio rivolto all’assessore Giacobbe è anche un invito ad assumere un ruolo più incisivo: non limitarsi alla gestione ordinaria degli orari delle palestre, ma utilizzare fino in fondo le responsabilità del proprio assessorato per costruire una vera politica dello sport. “Il patrimonio comunale – conclude Genovese – non appartiene alla maggioranza, né alle associazioni amiche di qualcuno: appartiene agli avellinesi”. Una frase che sintetizza il senso dell’intervento e apre, inevitabilmente, una questione politica: quanto è trasparente oggi la gestione delle strutture sportive della città e quanto sono realmente pubblici e verificabili i criteri con cui vengono assegnati e utilizzati gli impianti? È su questo terreno che Eucratica chiede risposte all’amministrazione. E ora la palla passa a Palazzo di Città.
di Marco Iandolo

