Classe 2004, irpino, Holyroh è uno di quei nomi che tornano ciclicamente sulle nostre pagine ogni volta che la sua musica cambia pelle, cresce, prende una direzione nuova.
Al centro della mostra, il dialogo tra Atelier(s) Alfonso Femia e Park Associati, due realtà che, pur muovendosi su traiettorie autonome, condividono una visione dell’architettura come processo culturale radicato nei luoghi e nella storia.
Qui si misura la distanza tra chi subisce le trasformazioni e chi prova a guidarle. Castel Baronia e Carife hanno scelto la seconda strada.
Tra giurie internazionali, mostre e ricerca teorica, l’architetto giordano legge il Mediterraneo come spazio critico di continuità storica e sperimentazione contemporanea, dove progetto, cultura e responsabilità civile tornano a coincidere.
Luci calde, platea gremita, un brusio che si spegne di colpo quando Raphael Gualazzi prende posto al pianoforte.
L’incontro, ospitato a Colico sulle sponde del Lago di Como, ha registrato una partecipazione ampia e qualificata, segnale di un interesse che va oltre la dimensione associativa e intercetta le trasformazioni in atto nel governo delle opere pubbliche.
È lì che ritorna “L’Arcobaleno Napoletano”, il premio ideato da Anna Capasso, che il 10 dicembre porterà al Teatro Sannazaro la sua 14ª edizione.
L’evento si terrà il 12 dicembre, a partire dalle 9.00, presso l’Auditorium Michele Ghisa di Colico (Lecco),
